WindowsOnTheCeiling
..osservo da tutta la vita, adesso ho voglia di urlare..

ago
30

Ieri mattina ho puntato la sveglia,piano piano mi sono alzata dal letto per prepararmi ad affrontare un altro lunedì,un’altra settimana..Come accade ogni fine settimana ero da lui a dormire.Come accade da troppi fine settimana non c’è stato molto spazio per quelle che io definisco coccole.Sono fermamente convinta che un abbraccio,un bacio,una carezza,qualche parola scambiata in intimità contino più del sesso.Forse anche per questo le cose tra noi non vanno.Mancano le coccole.Almeno a me.

Dopo essermi vestita ho aspettato qualche minuto accanto a lui, che ancora dormiva beato,che arrivasse l’ora per uscire di casa e guidare fino all’ufficio.La sera prima avevamo discusso,tanto per cambiare.Io avevo pianto,tanto per cambiare.Lui aveva taciuto,tanto per cambiare.

L’ho osservato.Nonostante i continui litigi,le incomprensioni,i mille dubbi che ho riguardo al nostro futuro,lo amo profondamente.Mi sono avvicinata e ho sfiorato le sue labbra.Lui si è svegliato di colpo,stranito e sorpreso.Ci siamo guardati negli occhi un istante e ci siamo baciati.Un bacio dolce,pieno di tenerezza.Lui è tornato tra le braccia di Morfeo ed io ho lasciato la camera da letto.

E’ stato solo un bacio,ma molta della tensione accumulata negli ultimi mesi sembra essersi dissolta.E non vedo l’ora di baciarlo ancora.

ago
26

Lavoro per un’azienda privata da più di un lustro. Ho un compito delicato,difficile in molti casi,ma che mi permette di stare a contatto con le persone..di creare un tramite tra il mio datore di lavoro ed i suoi dipendenti. Non ho mai pensato che lavorare in amministrazione mi avvicinasse a quella che mio nonno ha sempre definito “la classe del potere” o mi mettesse su di un gradino superiore a quello dei miei colleghi con altre mansioni.Mi sono sempre comportata correttamente con tutti,superiori e non,esprimendo la mia opinione quando veniva richiesta,tappandomi la bocca nei casi contrari.

Oggi, se avessi accettato di fare quel che mi è stato chiesto,avrei provato vergogna per me stessa. Forse ho incrinato il mio rapporto di lavoro,forse il Pelato non mi vedrà più sotto la stessa luce,ma ho tenuto fede alle mie convinzioni e non ho semplicemente eseguito l’ordine di chi mi paga lo stipendio a fine mese.

Avrei dovuto comunicare ad una persona che il suo contratto non sarebbe stato rinnovato.

Certe situazioni accadono ogni giorno,in ogni amministrazione pubblica o privata,quindi perchè avrei dovuto scandalizzarmi? Bè….ho preteso una motivazione dato che mi sarebbe stata ovviamente chiesta dall’interessato,perchè un uomo ha il diritto di sapere perchè sta per perdere il lavoro.

“Non viene a lavorare da due mesi,non se lo merita” mi è stato detto.Mi puzzava e mi sono informata.

“E’ vero,non lavora da due mesi,ma è ricoverato in ospedale,ha avuto un grave incidente,non lo sapevi?” ho ribattuto io.

“Non fa differenza,chiamalo!”

Forse dovrei smetterla di scioccarmi per atteggiamenti di questi tipo,forse dovrei pensare a ciò che è meglio per me,a tenermi stretto il mio lavoro senza incrinare i buoni rapporti con il capo nel tentativo di difendere “una persona qualunque”….Invece è proprio questo che voglio fare! Voglio continuare ad arrabbiarmi davanti alle ingiustizie gratuite,voglio lottare ogni volta che un diritto viene calpestato,voglio dare una mano a chi non conosco se ne ho la possibilità,voglio essere coerente con i miei ideali e le mie idee!

Voglio essere tutto questo…alle conseguenze penserò poi.

Non ho fatto quella telefonata. E non ho nessuna intenzione di ripensarci.

 

ago
25

Purtroppo capita raramente che io riesca a passare un pò di tempo a confrontarmi con mio padre..Fino all’arrivo del nuovo millennio condividevamo casa e lavoro,di conseguenza qualche minuto per noi riuscivamo sempre a trovarlo. Il 2000 se l’è portato via..un’altra casa,un’altra moglie e dopo pochi anni un’altra figlia.

Preciso : io adoro mia sorella. Ma ogni volta che passo la serata nella nuova casa di papà,sono letteralmente rapita da lei che,tra disegni,puzzle,canzoncine e fiabe non mi lascia quasi respirare. Non me ne lamento,nella maniera più assoluta.Ma quelle poche ore sono le uniche in cui avrei la possibilità di scambiare due chiacchiere con papà..e non riesco mai a farlo.

Per questo motivo sfrutto ogni occasione che mi si presenta. La piccola è al mare con sua mamma,lui era solo per me ieri sera. Passa a prendermi e ceniamo da mia nonna,così almeno è contenta pure lei..poi ci fermiamo a bere un caffè al bar del paese ed iniziamo a girovagare per strada.

I nostri caratteri sono molto simili,per questo so che è in grado di comprendermi senza troppi giri di parole. Indipendentemente da quale sia il problema che gli espongo lui è in grado di darmi consigli pratici, opinioni oggettive e non esita a farmi notare i miei errori. Solo quando è certo che io abbia preso coscienza di ciò che dice sveste i panni dell’amico e indossa quelli del papà spronandomi ad essere più orgogliosa,a pensare solo a ciò che mi rende felice.Anche se mi sento soffocare,lui riesce a portarmi aria fresca e pulita..sarà la sindrome della figlia femmina,ma il mio è sempre stato un grande Papà.

Il miglior consiglio che mi ha dato,quando a 14 anni ho vissuto la mia prima cotta,è diventato un imperativo nella mia vita :

Quando trovi qualcuno che ti fa battere il cuore non perdere tempo pensando alle conseguenze, diglielo. E ripetiglielo ogni giorno finchè farà parte della tua vita,anche quando sarai arrabbiata e penserai che non se lo merita.Se non dici quello che provi sarai sempre e solo tu a perderci.

Sì,ieri è stata una bella serata.

ago
24

Al lavoro avevo molto tempo libero..cosa che può sembrare ottima,ma quando il capo lavora proprio di fronte a te non è esattamente così.Anzi è tutto il contrario perchè, pur avendo eseguito tutti i compiti e terminato gli incarichi ricevuti, se ti sorprende nel “cazzeggio” può finire male..

Per questo motivo ho passato le mie ore in ufficio con alcuni documenti sulla scrivania, mentre in realtà navigavo su internet facendo attenzione agli improvvisi passaggi del Pelato (il mio capo appunto..).

Ho un’unica parola : nulla.

Dopo essermi documentata sulle ultime news dalla Libia,non sono riuscita a scovare niente che potesse attirare la mia attenzione.

Non so cosa interessi al mondo….ma a me non frega un accidenti di chi sta con Federica Pellegrini,di qual è stato il miglior bikini dell’estate,dell’ultimo studio sul maschio italiano o di quante volte alla settimana dovrei lavare i capelli!!!!

Forse sono snob? Io dico di no.

 

ago
23

Ti rendi conto di quanto sia bello provare un’emozione pulita,inaspettata,quasi adolescenziale solo dopo un periodo in cui non ne hai avuta nessuna..

Non è servito molto. Semplicemente è accaduto qualcosa che non sospettavo.

Un gesto minuscolo.

Di breve durata.

Un gesto mandato da qualcuno che posso definire poco più che conoscente.

Una frase che non mi ha fatto sentire sola.

Una piccola,meravigliosa scarica di gioia che ha fatto fare SPLASH al mio cuore.

 

ago
22

Proprio come cantano i Pink Floyd nella loro splendida “Wish you were here”.. Ho creduto di vedere le cose che non esistono,ho sperato che accadesse l’impossibile..e mi sono ritrovata allo stesso bivio, con la stessa domanda che mi accompagna da alcuni anni..

Non riesco a trovare una risposta.

O meglio..ce l’ho la risposta, ma ho una fottutissima paura di dirla ad alta voce.

ago
19

Normalmente avrei tentato, ritentato e continuato a tentare sperando di ottenere un interessamento. Normalmente non avrei mollato,non avrei accettato di risolvere il mio problema da sola. Dopotutto ho un compagno,una persona che mi ama,che per definizione dovrebbe starmi accanto nei momenti difficili e darmi una mano nel cercare di superarli.

Non è mai stato così. E per me è difficile persino ammetterlo a me stessa.

Normalmente avrei pianto,chiesto spiegazioni,spiegato come sarebbe (e come è sempre stata) la mia reazione ad un suo momento di difficoltà. Ad ogni silenzio avrei aumentato l’intensità della richiesta. Avrei provato a trasformare l’indifferenza in considerazione.Ed avrei comunque fallito.

Col passare dei giorni avrei imparato a nascondere la tristezza, a conviverci, l’avrei chiusa in una scatola ed avrei strappato la promessa di parlarne in qualsiasi momento per permettermi di superare,non di nascondere.

La scatola ormai non ha più fondo. Io non riesco a vederlo. Ad ogni ostacolo, piccolo o grande, devo riaprirla e chiuderla è diventato un lavoro faticoso ed estenuante,ma sempre solitario.

Anche questa volta ho cominciato così.Non credo abbia importanza di quale entità fosse il problema.  Sia esso piccolo, enorme, insensato, dettato dall’istinto o posto su solide fondamenta mi aspetto ogni volta di non doverlo affrontare da sola.

Ho esposto il problema. Ho aspettato un appoggio. Ho chiesto aiuto.Ho mendicato aiuto.

Non è arrivato niente.Poche parole.

Allora ho pensato a Dafne.

Basta preghiere.Basta supplicare per qualcosa che, per come io concepisco un rapporto,dovrebbe essere naturale.Questo è il tempo delle decisioni,delle consapevolezze.

Il mio primo passo è stato cambiare atteggiamento.Ho faticato a tranquillizzarmi.Ho faticato tentando di chiacchierare del più e del meno.Ho faticato restando indifferente alla tensione rimasta tra noi.Ho provato a gestire le mie emozioni per conto mio.

Non ci sono state differenti reazioni.Sempre e solo poche parole.

Mi sto lentamente rendendo conto che non c’è soluzione,che due mondi diversi possono gioire,arricchirsi ed imparare dalle proprie differenze,ma non è detto che questo accada. Sto prendendo coscienza del fatto che prima o poi quella scatola scoppierà e brucerà tutto ciò che di buono ancora c’è tra me e lui.

Sono innamorata.Tanto.Ma il numero delle tacche sul bastone della mia infelicità è sempre il maggiore.

Dafne sa che devo scegliere.L’uomo che amo o la mia serenità.

Solo il fatto che me lo stia domandando è un traguardo per me.Solo il fatto che me lo stia domandando dovrebbe farmi capire quanto sia facile rispondermi.

…forse questo sarà il secondo passo.Ma spero ancora.Spero sempre.

ago
18

Dafne rappresenta la donna che vorrei essere, la donna che spero di riuscire a diventare. Non posso definirla il mio alter ego, per il momento è solo un idea, quasi un’utopia.

Ho 30 anni da qualche mese e, dopo l’inevitabile bilancio che il nuovo decennio mi ha sbattuto in faccia,  mi sono resa conto di aver rinunciato a troppi sogni, di non essere diventata nemmeno la brutta copia della donna che avrei voluto essere. Soprattutto ho realizzato che la causa del mio insuccesso sono IO. Io e le mie paure. Io e le mie insicurezze. Io e la mia perenne malinconia.

Sono stanca di disperarmi perchè non sento MIA la mia vita.

Oggi nasce Dafne e con lei il mio diritto ad essere me stessa.

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