Normalmente avrei tentato, ritentato e continuato a tentare sperando di ottenere un interessamento. Normalmente non avrei mollato,non avrei accettato di risolvere il mio problema da sola. Dopotutto ho un compagno,una persona che mi ama,che per definizione dovrebbe starmi accanto nei momenti difficili e darmi una mano nel cercare di superarli.
Non è mai stato così. E per me è difficile persino ammetterlo a me stessa.
Normalmente avrei pianto,chiesto spiegazioni,spiegato come sarebbe (e come è sempre stata) la mia reazione ad un suo momento di difficoltà. Ad ogni silenzio avrei aumentato l’intensità della richiesta. Avrei provato a trasformare l’indifferenza in considerazione.Ed avrei comunque fallito.
Col passare dei giorni avrei imparato a nascondere la tristezza, a conviverci, l’avrei chiusa in una scatola ed avrei strappato la promessa di parlarne in qualsiasi momento per permettermi di superare,non di nascondere.
La scatola ormai non ha più fondo. Io non riesco a vederlo. Ad ogni ostacolo, piccolo o grande, devo riaprirla e chiuderla è diventato un lavoro faticoso ed estenuante,ma sempre solitario.
Anche questa volta ho cominciato così.Non credo abbia importanza di quale entità fosse il problema. Sia esso piccolo, enorme, insensato, dettato dall’istinto o posto su solide fondamenta mi aspetto ogni volta di non doverlo affrontare da sola.
Ho esposto il problema. Ho aspettato un appoggio. Ho chiesto aiuto.Ho mendicato aiuto.
Non è arrivato niente.Poche parole.
Allora ho pensato a Dafne.
Basta preghiere.Basta supplicare per qualcosa che, per come io concepisco un rapporto,dovrebbe essere naturale.Questo è il tempo delle decisioni,delle consapevolezze.
Il mio primo passo è stato cambiare atteggiamento.Ho faticato a tranquillizzarmi.Ho faticato tentando di chiacchierare del più e del meno.Ho faticato restando indifferente alla tensione rimasta tra noi.Ho provato a gestire le mie emozioni per conto mio.
Non ci sono state differenti reazioni.Sempre e solo poche parole.
Mi sto lentamente rendendo conto che non c’è soluzione,che due mondi diversi possono gioire,arricchirsi ed imparare dalle proprie differenze,ma non è detto che questo accada. Sto prendendo coscienza del fatto che prima o poi quella scatola scoppierà e brucerà tutto ciò che di buono ancora c’è tra me e lui.
Sono innamorata.Tanto.Ma il numero delle tacche sul bastone della mia infelicità è sempre il maggiore.
Dafne sa che devo scegliere.L’uomo che amo o la mia serenità.
Solo il fatto che me lo stia domandando è un traguardo per me.Solo il fatto che me lo stia domandando dovrebbe farmi capire quanto sia facile rispondermi.
…forse questo sarà il secondo passo.Ma spero ancora.Spero sempre.